Giornata dei Poveri: Una questione di Speranza

La terza giornata mondiale dei poveri sarà celebrata, anche nella nostra diocesi, domenica 17 Novembre.

Non sarà una giornata particolare ma particolare diventa la necessità di ricordare i poveri, la loro esistenza, le tante precarietà che ci sono ma che spesso non si vedono, si dimenticano o si sottovalutano.

In ottobre è stata celebrata la “giornata mondiale di lotta alla povertà”, grazie alla quale si è ricordata la povertà come fenomeno multidimensionale e dalle precarietà prevalentemente (ma non solo) materiali.

Con la giornata dei poveri al centro della povertà c’è la persona, con i suoi bisogni relazionali, con le precarietà affettive, con i disagi più profondi che portano ad avere paura nell’ altro e a perdere persino la speranza per il futuro.

I poveri esistono sempre e sono ovunque. Non bisogna andare a cercarli lontano; sono visibili sulle nostre strade o invisibili nelle porte delle case accanto. Ci sono ma non si vedono, oppure si vedono ma non si conoscono o magari si conoscono ma si giudicano o addirittura si ignorano.

Come ricorda il Papa nel messaggio che introduce la giornata, “La Speranza dei poveri non sarà mai delusa”,  i poveri non sono numeri a cui rispondere con progetti ma persone che meritano attenzione, a cui andare incontro e “l’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via è una scelta prioritaria che tutti i discepoli di Cristo sono chiamati a perseguire per non tradire la Credibilità della Chiesa e donare Speranza fattiva a tanti indifesi”

L’ impegno per i poveri deve essere continuo nel tempo e non straordinario con un evento, deve essere concreto, credibile e dettato dall’essere credente. Deve essere quotidiano e capace di portare a un dialogo attento e fraterno che limita le distanze e aiuta a ricostruire la Speranza.

Ciò di cui hanno veramente bisogno i poveri “va oltre al piatto caldo o al panino che offriamo” e basta poco, anche solo un pensiero, un’attenzione, un’ invito o una parola, per restituire loro la Speranza.

Per accogliere concretamente il messaggio del Papa, anche le parrocchie, nella loro particolarità o attraverso le Caritas parrocchiali, possono aprire la porta ai poveri e alla comunità e organizzare un momento di prossimità affinché “nessuno si senta privo della vicinanza e della solidarietà che la Chiesa può (e deve) trasmettere.

 

Caritas Diocesana – Silvia Masotti

Si danno per scontate tutte queste cose tanto da non pensarle come fortune o doni, figuriamoci se si trova il tempo per pensare alle sfortune o ai drammi altrui.

Eppure i poveri esistono sempre e sono ovunque, non bisogna andare a cercarli lontano

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